Oggi è la IV Giornata Mondiale della Salute Sessuale

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Sono oltre 35 i paesi del mondo che oggi, mercoledì 4 settembre, celebreranno, per il quarto anno consecutivo, la Giornata Mondiale per la Salute Sessuale, ideata e organizzata a livello internazionale dalla World Association for Sexual Health (WAS). La giornata è nata con l’obiettivo di celebrare il benessere sessuale dell’individuo come parte integrante del benessere generale della persona e di promuovere l’idea di salute sessuale a 360 gradi e non più intesa come semplice assenza di malattie. Il tema di questa edizione, dal titolo “To achieve sexual health, picture yourself owning your sexual rights!”, riguarderà i diritti sessuali, la cui comprensione e conoscenza ne favoriscono il rispetto e la difesa. Anche l’appuntamento italiano, organizzato dall’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma, in collaborazione con European Federation of Sexology e Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica, ruoterà tutto intorno allo stesso tema: in programma ci sono, infatti, cinque seminari, a ingresso gratuito, dedicati ai diritti sessuali, che si terranno a Roma nei mesi di settembre e ottobre, presso l’Istituto di Sessuologia Clinica.

Un appuntamento importante e una tappa fondamentale per l’emancipazione sessuale, soprattutto nel nostro paese: in Italia è ancora poco chiaro il reale significato dei diritti sessuali, che vengono ancora violati e che si fatica spesso a distinguere dalla salute sessuale. Per chiarirsi le idee ci si può rifare alla Dichiarazione dei diritti sessuali, stilata nel 1999 dalla World Association of Sexology, che comprendeva non solo il diritto alla libertà, all’uguaglianza e alla privacy sessuali e alla cura della salute sessuale, ma anche il diritto al piacere sessuale, all’espressione delle emozioni sessuali e a prendere decisioni riproduttive libere e responsabili. Fu proprio quest’associazione a sostenere che, se la salute rientra tra i diritti fondamentali dell’uomo, allora anche la salute sessuale deve farne parte, poiché i diritti sessuali sono “basati sulla libertà, dignità e uguaglianza propria di ogni essere umano”. Qualche anno dopo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità definì i diritti che contribuiscono al raggiungimento di una piena salute sessuale ponendo l’accento in particolare, ma non solo, sui diritti di accesso all’informazione, all’educazione e ai servizi di salute sessuale.

Proprio quest’ultima definizione fa capire come tra i diritti sessuali rientri certamente anche il diritto a ricevere non solo informazioni mediche corrette sulla propria condizione e sui rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche una corretta informazione per prevenire queste patologie. Un punto fondamentale, se si considera che, tra le maggiori cause del preoccupante aumento delle malattie sessualmente trasmesse, tra cui gonorrea e clamidia, a cui si è assistito negli ultimi dieci anni (50% in più dal 2003 a oggi) c’è, secondo gli studiosi, proprio il malfunzionamento dell’informazione e dell’educazione sessuale, in particolare rivolte ai giovani.

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